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Mammografia, come quando e perché

La mammografia è un esame radiografico della mammella che permette, attraverso l’utilizzo delle radiazioni, lo studio del tessuto ghiandolare e della quota adiposa mammaria.
Il seno è costituito da grasso, tessuto connettivo ed una sedie di strutture ghiandolari organizzate nei cosiddetti lobi, responsabili della produzione del latte.
Non considerando i carcinomi cutanei, il carcinoma mammario è la neoplasia più diagnosticata nelle donne. Considerando le frequenze nelle varie fasce di età, i tumori della mammella rappresentano il tumore più frequentemente diagnosticato tra le donne sia nella fascia di età 0-49 ( 41%), sia in quella 50-69 (35%), sia in quella più anziana con età maggiore dei 70 anni con una percentuale del 21%.
Nel 2012 il carcinoma mammario ha rappresentato la prima causa di morte per tumore nelle donne, con 12.004 decessi ( fonte ISTAT).
Dalla fine degli anni 90 si assiste ad una moderata, ma continua, tendenza alla diminuzione della mortalità per carcinoma mammario ( -1.4 % /anno) e questo è legato sia ad una maggiore diffusione dei programmi di screening (e quindi all’anticipazione della diagnosi), sia ai progressi terapeutici.
La mammella è interessata da diversi tipi di tumore; in maniera molto generale possiamo distinguere le forme non invasive, dette carcinoma in situ, che si sviluppano nei dotti e non si espandono al di fuori di essi. Difficilmente queste forme si manifestano clinicamente ma si evidenziano alla mammografia.
Le forme di carcinoma invasivo hanno, al contrario, la capacità di espandersi al di fuori del dotto. La forma più comune è il carcinoma duttale infiltrante che rappresenta circa i tre quarti di tutti i casi di cancro della mammella.
La maggior parte degli specialisti concorda sul fatto che il programma di prevenzione debba essere elaborato su misura, considerando fattori di rischio ( familiarità, obesità o sovrappeso), fattori protettivi ( il numero dei figli, allattamento…) ed ovviamente valutando le caratteristiche anatomiche della mammella, diverse da donna a donna e nella stessa donna a diverse età.
Nelle donne giovani, infatti, la presenza di elevata quantità di tessuto ghiandolare può portare a difficoltà interpretative all’esame radiografico. Al contrario in donne più adulte, in menopausa, la quota adiposa in genere prevale su quella ghiandolare consentendo una agevole lettura all’esame radiografico.
La diagnosi precoce è possibile eseguendo, in maniera sistematica e con cadenza decisa dallo specialista considerando diversi aspetti, esami diagnostici specifici per ogni donna e per ogni tipologia di mammella, rimanendo la mammografia l’indagine di primo livello.