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Autopalpazione: come e quando farla.

Il tumore del seno colpisce una donna su otto. In molti casi, però, si può diagnosticare in fasi molto precoci.
Scoprire un tumore in fase precoce significa aumentare le possibilità di guarigione, con trattamenti efficaci e poco invasivi. Ecco perché, accanto ad uno stile di vita corretto, è fondamentale la prevenzione.

Scopriamo l’AUTOPALPAZIONE. Di cosa si tratta?
L’autopalpazione è l’esame periodico del seno che permette di imparare a conoscerne l’aspetto normale e di notare qualsiasi cambiamento rispetto alla fisionomia di base.
È un esame che la donna può eseguire da sola a partire dai 20 anni di età, una volta al mese, una settimana dopo la fine del ciclo (poiché questa è la fase in cui il seno è meno dolente e turgido)
L’autopalpazione è un esame che si può effettuare comodamente a casa propria: permette di conoscere profondamente l’aspetto e la struttura normale del seno e quindi di poter cogliere precocemente qualsiasi cambiamento. Una corretta procedura prevede lo svolgimento in due fasi:
• OSSERVAZIONE: permette di individuare mutazioni nella forma del seno o del capezzolo
• PALPAZIONE: può far scoprire la presenza di piccoli noduli

Alcuni aspetti fondamentali da chiarire in tema autopalpazione
Quando si parla di autopalpazione si pensa solo a un esame per la ricerca di noduli nella ghiandola mammaria, ma in realtà grazie a questo esame possono emergere altri segnali che devono spingere a consultare un medico, come retrazioni o cambiamenti della pelle, perdite di liquido dai capezzoli e cambiamenti di forma della mammella.
L’autopalpazione non sostituisce in alcun modo la visita senologica o l’esame strumentale (ecografia e mammografia). È importante, infatti, che l’eventuale presenza del cancro venga rilevata ancor prima che sia palpabile. Ogni donna però deve imparare a conoscere il proprio corpo, senza ansie, per individuare eventuali cambiamenti e rivolgersi al medico in caso di segnali insoliti

Come si svolge l’autopalpazione?
Davanti allo specchio, in un ambiente ben illuminato, osservare le mammelle tenendo le braccia distese lungo i fianchi; poi appoggiarle sul bacino e spingere forte in modo da contrarre i muscoli del petto. Sarà possibile quindi osservare le eventuali imperfezioni naturali del seno: infatti, solo raramente le due mammelle sono del tutto identiche.
Rilevata la presenza di segnali chiaramente differenti dalle condizioni usuali, sarà allora opportuno sottoporsi a una visita senologica.

Certamente, in un’epoca in cui la mammografia e talvolta l’ecografia mammaria consentono di rivelare tumori di pochi millimetri, l’autopalpazione rappresenta un primo strumento di prevenzione del tumore del seno, ma da sola non può bastare e deve essere abbinata a visite senologiche ed esami strumentali più precisi come ecografia o mammografia