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APPROCCIO DIAGNOSTICO PER IL CARCINOMA DELLA MAMMELLA IN GRAVIDANZA

“La diagnosi di carcinoma mammario in gravidanza (PABC – Pregnancy – Associated Breast Cancer) è piuttosto complessa data la sua rarità e la contestuale gestione della gravidanza. Il riscontro occasionale di un nodulo mammario, in gravidanza o in allattamento, rappresenta sempre un motivo di incertezza e di difficoltà diagnostica…”

“il carcinoma della mammella in gravidanza è una neoplasia diagnosticata durante il periodo della gravidanza o entro i primi 12 mesi dal parto. Ad oggi l’incidenza del carcinoma mammario in gravidanza è pari al 2,5% di tutti i carcinomi mammari…… l’età media della diagnosi è 35 anni.”

“la tipologia di queste pazienti di giovane età non rientra ad oggi nei programmi di prevenzione clinica e di screening territoriali attualmente diffusi. Diversi studi hanno dimostrato che non c’è differenza per ciò che riguarda la prognosi tra le pazienti con PABC rispetto alle donne della medesima età con carcinoma mammario insorto non in gravidanza. Quello che però emerge è che il carcinoma mammario durante la gravidanza è diagnosticato in uno stadio più avanzato con relativo maggior rischio di interessamento linfonodale come anche maggiori dimensioni della neoplasia rispetto alla popolazione di pari età ma non in gravidanza……”

“ il ritardo diagnostico, correlato certamente anche alla minore attendibilità dell’esame obbiettivo e strumentale dovuto ai cambiamenti fisiologici cui la mammella va incontro durante la gestazione, è da correlare anche al fatto che ogni accertamento di routine in una donna in gravidanza è abitualmente orientato al controllo dell’addome e della pelvi e non all’ambito senologico……”

“ altro elemento che contribuisce a ritardare la diagnosi è una certa remora alla esecuzione di accertamenti diagnostici di tipo radiologico nel timore di possibili danni fetali. I dati della letteratura confermano che il rischio teratogeno è trascurabile o quanto meno accettabile ove necessario……..”

“ il sintomo più frequente riferito dalla paziente è un nodulo mammario non dolente, spesso a rapida crescita. In alcuni casi questi segni clinici possono essere espressione di una patologia benigna come cisti, fibroadenomi, processi infiammatori tipo mastiti o ascessi, ingorghi mammari e galattoceli. La diagnosi differenziale va tuttavia posta con il carcinoma della mammella, che ad oggi non è più una evenienza così rara.”

“la diagnosi di neoplasia mammaria durante la gravidanza è resa difficile dai cambiamenti della mammella, correlati allo stato gravidico. Le modificazioni della mammella possono, infatti, ostacolare l’individuazione e l’interpretazione di un reperto clinico o strumentale inducendo così a false diagnosi……”

“ valutazione completa ( anamnesi, esame obbiettivo, imaging, microistologia) e conoscenza delle presentazioni meno comuni di PABC, rappresentano un approccio fondamentale nella gestione delle lesioni mammarie sintomatiche in gravidanza. Importante anche la raccolta accurata dell’anamnesi compresa la valutazione dei fattori di rischio.”

“l’imaging della mammella durante la gravidanza richiede una particolare competenza. L’ecografia mammaria è il primo strumento diagnostico utilizzato per studiare un nodulo mammario o un linfonodo aumento di dimensioni in donna in gravidanza, in quanto non espone la donna alle radiazioni ionizzanti…..”

la mammografia ha una accuratezza diagnostica limitata nella diagnosi del cancro della mammella in gravidanza ed in allattamento: infatti la notevole densità ghiandolare in queste pazienti rende la diagnosi mammografica molto difficile e la sensibilità della mammografia scende all’86,7%. Tuttavia le micro calcificazioni sono sempre percepibili. La mammografia dopo il riscontro ecografico di un reperto sospetto, può essere necessaria per escludere o confermare la presenza di altre lesioni sincrone”

“ la mammografia è generalmente sicura durante la gravidanza e sicuramente innocua in allattamento….”

“ la biopsia con il prelievo microistologico di una massa sospetta è il gold standard per la diagnosi di carcinoma mammario…..ogni formazione mammaria di nuova comparsa, trovata durante la gravidanza o l’allattamento e che non si risolve entro 2 settimane, dovrebbe essere sempre indagata ulteriormente mediante il prelievo microistologico”

“ i  tumori della mammella diagnosticati durante una gravidanza presentano mediamente uno stadio più avanzato rispetto alle neoplasia mammarie riscontrate in donne non gravide di pari età. L’incidenza di casi con interessamento linfonodale nelle pazienti gravide risulta infatti 2-5 volte superiore rispetto a quella riscontrata nelle pazienti non gravide. Secondo i dati della letteratura l’interruzione di gravidanza non influisce sulla prognosi.

La prognosi peggiore sembra essere imputabile ad un ritardo diagnostico ( compreso tra 1.5 e 6 mesi) dovuto sia ad una focalizzazione della paziente e del medico sui problemi inerenti la gravidanza ed il prodotto del concepimento sia ad una minore sensibilità dell’esame clinico e strumentale per la gestione gravidica della ghiandola mammaria”

“ il protocollo diagnostico potrebbe essere questo:

VISITA + ECOGRAFIA MAMMARIA :

  • BENIGNA  – regolare controllo
  • DUBBIO – biopsia
  • SOSPETTO – mammografia + biopsia
  • POSITIVO- mammografia + biopsia

L’approccio multidisciplinare permette di minimizzare i ritardi e ottimizzare le strategie diagnostiche in questa tipologia di pazienti.

L’ecografia ha un ruolo principale nelle pazienti gravide sintomatiche, tenendo però conto della possibile presentazione benigna di alcune formazioni che può potenzialmente portare ad un ritardo nella diagnosi o ad una diagnosi errata di tipo falso negativo. Il prelievo microistologico è una procedura sicura, attualmente sensibile e poco costosa che fornisce in fase pre chirurgica informazioni diagnostiche, rendendo possibile la pianificazione del trattamento ed il counseling della paziente. La mammografia è sicura durante la gravidanza e deve essere eseguita nelle donne con sospetto clinico e/o ecografico di patologia oncologica. L’utilizzo della RM con mdc durante la gravidanza non è attualmente raccomandato tuttavia può essere utilizzata i casi selezionati durante l’allattamento.”

Articolo da “Il  giornale italiano La Radiologia Medica (2017) 4: 720-730”

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